LAZIO
VACCINAZIONE CONTRO LEPATITE A
Lepatite A è una delle malattie infettive più diffuse tra i
viaggiatori che si recano allestero, in Paesi, o in condizioni di viaggio tali per
cui lalimentazione possa essere più a rischio dal punto di vista igienico: in
realtà, anche senza viaggiare, tale infezione, così come lepatite B, può essere
contratta se non si usano semplici, ed ormai anche abbastanza note, cautele
comportamentali!
È però da sottolineare come, in determinati contesti, quali
lirreperibilità di approvvigionamenti alimentari controllati, o
limpossibilità di preparare personalmente il vitto, sia inevitabile sottoporsi a
rischio di contrarre infezioni virali, batteriche o parassitarie, con alimenti e/o
bevande.
Soprattutto per tale ragione, è altamente consigliabile cautelarsi
almeno con le vaccinazioni disponibili, quali lantiepatite A (e lantitifica,
di cui parleremo più oltre), anche se persisterà comunque il rischio di essere colpiti,
ad esempio, dalla classica "diarrea del viaggiatore" (che, però,
fortunatamente, è generalmente meno grave, e di breve decorso).
Lepatite A è causata da un virus (HAV), che si trasmette per via
oro-fecale, cioè tramite ingestione di cibo o bevande contaminati, per preparazione,
conservazione o manipolazione, da feci infette (cioè emesse da persone già infettate), o
per contatto con una persona già infetta: ciò può anche verificarsi, ad esempio, per
insufficienza del sistema fognario, o tramite frutti di mare (non ben cotti), o laddove si
usi, per lavare gli alimenti, acqua contaminata (ricordiamo che la cottura deve essere ad
alta temperatura, dato che il virus rimane ancora attivo anche ad 80 gradi!).
Nei bambini la malattia si presenta generalmente in forma lieve (spesso
addirittura senza sintomi di rilievo), ma negli adulti può presentare un decorso grave o
gravissimo, della durata di molti mesi.si ritiene che chi abbia già avuta la malattia sia
naturalmente protetto per tutta la vita.
Il vaccino, somministrando la prima dose, per via intramuscolare,
preferibilmente almeno 15 giorni prima della partenza, assicura adeguata protezione per
circa sei mesi: una seconda dose, se effettuata dopo sei dodici mesi dalla prima,
prolunga la protezione per circa dieci anni.
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